Famiglia LGBT

Trascrizione di atti di nascita con due padri/madri e di sentenze straniere.

Tra le materie su cui esercito in modo prevalente, c’è innanzitutto la procedura di riconoscimento dell’efficacia di provvedimenti stranieri (come atti di nascita o sentenze di adozione) formati all’estero che rechino l’indicazione di due genitori dello stesso sesso, ai sensi degli artt. 64, 65, 66, 67 l. 218/95 e 28 DPR 396/2000. Affinché tali provvedimenti spieghino efficacia anche in Italia, è infatti necessario trascriverli nel registro di stato civile e/o farli delibare innanzi all’autorità giurisdizionale. Sul tema del riconoscimento dei provvedimenti costitutivi di status familiari formati all’estero, anche tramite gestazione per altri o pratiche di procreazione medicalmente assistita, ho pubblicato, peraltro, diversi saggi scientifici (ad es. Cardaci, La trascrizione dell’atto di nascita straniero formato a seguito di gestazione per altri, in Nuova giurisprudenza civile commentata, 2017, vol. 4, pag. 657).

Adozione del figlio del partner omosessuale. 

La giurisprudenza di molti tribunali (tra cui Milano, Torino, Roma…), ormai “consacrata” da un’importante sentenza della Corte di cassazione, riconosce oggi il diritto all’adozione del figlio del partner, c.d. “stepchild adoption”, o “adozione interna”, ex art. 44 lett. d) l. 183/1984. E’ importante però azionare il giudizio conoscendo le “insidie” processuali e valorizzando al meglio le prove del legame affettivo costituitosi tra adottando e adottante, requisito imprescindibile per l’accoglimento della domanda. Anche in materia di adozione del figlio del partner, ho scritto, tra le altre pubblicazioni, frutto della mia esperienza accademica e professionale: Cardaci, Riconoscimento in Italia dell’adozione piena del partner same sexin ilfamiliarista.it, 2016.

Formazione di atti di nascita in Italia recanti l’indicazione di due madri.

E’ oggi possibile, grazie a un’interpretazione evolutiva della normativa in materia di filiazione, stato civile, e procreazione medicalmente assistita (in particolare art. 8 l. 40/2004), formare un atto di nascita recante l’indicazione di due madri, a condizione che entrambe abbiano sottoscritto, prima dell’accesso alla tecnica della fecondazione eterologa all’estero, un valido consenso informato. Il principio è già stato scolpito da numerosi tribunali, dove è stato impugnato il rifiuto da parte dell’Ufficiale di stato civile di formare l’atto con entrambe le madri (ad esempio: Pistoia, Bologna, Firenze…). Sempre più comuni italiani riconoscono tale diritto alle coppie di madri spontaneamente, in via amministrativa, ovverosia senza ordine del giudice. 

Riconoscimento del figlio naturale anche c.d. “in pancia”.

Tramite un’interpretazione evolutiva della normativa vigente (in particolare art. 8 l. 40/2004), è possibile oggi ottenere il riconoscimento di figlio naturale da parte della madre c.d. sociale, nei confronti del figlio biologico della propria partner, sia dopo la nascita, mediante dichiarazione innanzi all’ufficiale di stato civile ex art. 254 c.c., sia nel corso della gravidanza (c.d. “riconoscimento del nascituro”), ex art. 44 D.P.R. 396/2000.

Strumenti stragiudiziali di tutela del bambino o del nascituro

Prima e oltre a qualsiasi tipo di azione giudiziale o amministrativa volta al riconoscimento del rapporto genitoriale tra il bambino e il genitore, in particolare non biologico, è possibile utilizzare alcuni strumenti giuridici di tutela: ad esempio, il genitore biologico può designare il proprio compagno quale tutore, ex art. 348 c.c.; il padre d’affezione può redigere testamento, etc.